Si è spento il Co. Giannino Marzotto

 

Sabato 14 luglio all’età di 84 anni, dopo aver lottato fino all’ultimo con il male che lo aveva colpito, è mancato il Co.Giannino Marzotto.

Un uomo e un pilota straordinario, vincitore di due Mille Miglia nel ‘50 e ‘53, due Gran Premi corsi e due vinti, 5° assoluto in coppia con il fratello Paolo alla “24 ore di Le Mans” e altre importanti affermazioni sportive nella sua breve ma irripetibile carriera agonistica.

Poche le gare nella sua vita, tante le vittorie.

Tutti i fratelli Marzotto – Umberto, Vittorio, Giannino e Paolo – erano appassionati delle corse automobilistiche e spesso vi parteciparono in contemporanea, al punto che vennero scherzosamente chiamati “i Conti correnti”, sia per il titolo nobiliare che per la loro disponibilità economica, derivante dal patrimonio di famiglia.

Giannino per una decina d’anni guidò il grande gruppo tessile di Valdagno. Lasciata la direzione nel ’69, si dedicò poi a molteplici imprese anticipando con le sue intuizioni spesso il futuro.

Fu anche un mecenate illuminato che amava ricevere e parlare con tutti. Negli ultimi anni la sua Villa dai grandi saloni e contornata da un parco stupendo, era sempre aperta a manifestazioni ed eventi spesso di carattere motoristico.

Più riservata l’abitazione che si era ricavato con gusto semplice ma al contempo raffinato, ai piedi della Villa, nota come “la casa di pietra”.

Proprio in quella magione, nella rustica cucina, attorno ad un massiccio tavolo di legno spoglio, chi aveva il privilegio di pranzare o cenare con Lui, poteva trovarsi senza preavviso a fianco di un ministro, piuttosto che un ingegnoso artigiano, uno stravagante artista o un imprenditore di successo..

Ascoltava tutti, per tutti vi era un Suo pensiero, la Sua opinione, la Sua grande saggezza.

Il Museo dell’Automobile “Bonfanti-VIMAR”, del quale era e resterà Presidente Onorario, ha avuto l’onore della sua sincera e concreta amicizia oltre alla costante attenzione. Frequenti gli incontri attorno a quella tavola, spoglia di suppellettili ma ricca di buon cibo e ancor più di stimoli intellettuali, dei responsabili del Museo con il Conte e i suoi famigliari e collaboratori più stretti, con i quali nel tempo si era creata una profonda e reciproca stima.

E’ stato naturale quindi, oltre due anni fa, da parte del consiglio del Museo, prendere la decisione di dedicare aGiannino Marzottola sezione permanente che si va formando e che si completerà nella nuova sede del Polo Museale Culturale Santa Chiara nel cuore antico di Bassano (anche se non fu facile inizialmente vincere la sua ritrosia e proverbiale discrezione).

Da un po’ di tempo si può già visitare una sintesi nella sede attuale di Romano d’Ezzelino della “Galleria del Motorismo, Mobilità ed Ingegno Veneto -Giannino Marzotto” dove, fra le altre cose, è stato allestito uno spazio dedicato alle Sue imprese.

 

Del Museo disse qualche tempo fa: “…questo Museo è reso sempre nuovo con fantasia ed intelligenza. Quel pugno di uomini che l’ha realizzato ha speso denaro, competenza e passione al servizio della collettività (scarsa di capitali, spesso indifferente alla competenza, confusa sulla passione) dedicando tempo al Futuro.

Non credo che a loro interessi la riconoscenza, ma credo sia doveroso il riconoscimento per l’apporto che hanno dato alla civiltà veneta”.

 

Lui, così internazionale ma così attaccato alla sua terra, visibilmente commosso ma schivo, quando a sorpresa venne inaugurata la sala a Lui dedicata, disse alla figlia Cristiana presente: “come è possibile restare indifferenti quando in pochi metri vedi condensata una parte così importante della tua vita?”

 

Colto, di un’intelligenza acutissima, insofferente agli adulatori, franco e schietto, di rara bontà d’animo.

Questo era il CoGiannino Marzotto, anticonformista fino alla fine.

Lasciò detto al genero Ferdinando Businaro, che amava come un figlio: “per la mia morte non voglio funerali e fanfare, non voglio discorsi. Non versate lacrime, ma piuttosto fiumi di durello”.

Così la Sua presenza terrena si è conclusa pochi giorni fa; martedì scorso come da Sue indicazioni  è stata allestita la camera ardente nella sala della musica della Sua splendida Villa, lì gli abbiamo dato l’ultimo saluto, attorniato dalla Famiglia e da migliaia di persone di tutte le estrazioni sociali, ma soprattutto da tanti veri amici.

 Ciao Giannino, resterai per sempre nei nostri cuori e nella memoria collettiva a cui, vogliamo pensare, contribuirà anche la “Galleria del Motorismo, Mobilità ed Ingegno Veneto” a te dedicata.

 

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