ALMERICO DA SCHIO

8 gennaio 2013

NEL 1905 IL CONTE ALMERICO DA SCHIO FECE VOLARE A SCHIO (VI) IL PRIMO DIRIGIBILE ITALIANO, PRIMO AL MONDO CON ALETTONI DIREZIONALI.

ELSA ALBRIZZI

8 gennaio 2013

LA CONTESSA VENEZIANA ELSA ALBRIZZI FU UNA DONNA ESTREMAMENTE MODERNA. NEL 1899 DIVENNE LA PRIMA DONNA AL MONDO, PRESIDENTE DI UN AUTOMOBILE CLUB E ANCHE PRIMA PILOTA IN CORSA.

 

GIUSEPPE FORNASARI

8 gennaio 2013

GIUSEPPE FORNASARI, FIGLIO D’ARTE, E’ UN VALIDO PILOTA CHE HA FONDATO, ALLA FINE DEGLI ANNI NOVANTA A VICENZA, UNA PICCOLA CASA ARTIGIANALE CHE PRODUCE AUTO DI LUSSO, QUASI SU MISURA.LA RR 450 E’ IL PRIMO PRODOTTO CHE INTRODUCE IL CONCETTO NUOVO DI SUV  (SPORT UTILITY VEHICLE. E’ DOTATA DI TELAIO A TRALICCIO DI TUBI, SPINTA DA UN MOTORE CHEVROLET DA 450 CAVALLI, CON UNA ACCELERAZIONE FULMINANTE. DA ZERO A 100 KM/ORA IN APPENA 4,5 SECONDI.

MANIERO GT 4700

8 gennaio 2013

 

MANIERO GT 4700: INDUSTRIALE PADOVANO, EREDE DI UNA ANTICA FABBRICA MECCANICA, SI COSTRUI’ NEL 1967 UNA SUA VETTURA GRAN TURISMO, DOTATA DI MOTORE FORD V8 DI 4,7 LITRI E 285 HP,  CHE VENNE       CARROZZATA DAL DESIGNER MICHELOTTI. RIMASE ESEMPLARE UNICO, ANCHE SE IL MANIERO EBBE OFFERTE PER COSTRUIRLA IN PICCOLA SERIE.

 

LE PRIME SOSPENSIONI

8 gennaio 2013

IL VENEZIANO VERANTIO FU IL PRIMO AL MONDO NEL 1595 AD APPLICARE DELLE MOLLE AGLI ASSALI DELLE CARROZZE.

“CARIOCHE” E NOVITA’ AL MUSEO “BONFANTI-VIMAR”

16 febbraio 2010

Fra colori e sapori, rievocati dagli attrezzi agricoli e scene agresti che contornano gli oltre 30 originalissimi mezzi esposti al “Bonfanti-VIMAR”, prosegue con interesse la mostra dedicata a questo inedito settore motoristico riservato ai trattori d’epoca, che ha indubbiamente rivoluzionato una parte importante della nostra recente storia. Si possono ammirare modelli di marchi diversi; tra una mastodontica locomobile a vapore Bown & Maj del 1888, John Deere, Porsche, Same, Landini, Fiat, Lamborghini ecc., e il minuscolo Scoiattolo spicca in livrea turchese, con rifiniture rosse, una “Carioca Del Monte–Willys” del 1956, perfettamente restaurata e gentilmente concessa dal collezionista Silvano Tagliaferro, che ha collaborato con entusiasmo alla realizzazione di questa esposizione. Questa carioca racconta la storia dei F.lli Del Monte di Parma che nei primi anni 50 iniziarono a costruire caricohe evolute con chassis di propria progettazione. Montavano meccaniche di provenienza militare degli eserciti americano ed inglese, con preferenza per i componenti della Willys, realizzando così delle macchine semplici, di facile gestione e dalla robustezza proverbiale, tanto che alcune di esse rimasero in attività sino agli anni ’70. Le Del Monte furono anche le uniche carioche costruite in consistente serie praticamente tutte eguali, e di fatto omologate dalla motorizzazione come veri e propri trattori. Proprio l’esemplare esposto al “Bonfanti-VIMAR” compare nel libro dello storico “William Dozza”.

La mostra resterà aperta fino al 5 aprile e pensando già alla primavera, il nostro museo ripropone una interessante convenzione, che offre a tutti coloro che visiteranno il nostro museo, l’opportunità di ammirare le Grotte di Oliero a Valstagna, ad ingresso ridotto. Una visita interessante che si allaccia poi a diverse proposte turistiche che la stessa Valbrenta Team promuove. Dalle porte di Bassano alla Valsugana, un itinerario suggestivo da gustare via terra o per fiume, tutto all’insegna della passione e dello sport.

Parlando di turismo il Museo dell’Automobile “Bonfanti-VIMAR” parteciperà, a fine mese, al Buy Italy nel work shop previsto all’interno del B.I.T di Milano; sarà presente anche in Fiera a Vicenza dal 7 al 14 febbraio, presentando un’ auto storica nel contesto di Spazio Casa, appuntamento quest’anno alla sua 50^ edizione e che rappresenta un punto di riferimento nel panorama fieristico italiano per il comparto casa, uno fra i più prestigiosi per il pubblico del nord-est.

L’auto è ormai considerata arte moderna. Fu una Cisitalia ad essere per prima esposta al Museo di Arte Moderna di New York, dove si trova tuttora con la dicitura di scultura semovente. Proprio recentemente il nostro Museo ha restaurato, con il contributo della Regione Veneto, una rara vettura Marino Torpedo Sport del 1926 affidata al “Bonfanti – VIMAR” dalla Famiglia trevigiana Vascellari Dal Fiol, auto restaurata in accordo con la “Soprintedenza per il patrimonio Storico, Artistico, ed Etnoantropologico” del Ministero dei Beni Culturali, in quanto bene storico di età superiore ai 75 anni.

Restauri eccezionali, ma anche molto più semplici che si possono affrontare acquisendo le prime nozioni al “Bonfanti–VIMAR” con il prossimo corso per restauratori d’auto e moto d’epoca, la cui iscrizione scade a metà febbraio.

Insomma tante attività per un museo dinamico, al passo con i tempi, che si muove così tra cultura e attualità.

LA NUOVA MOSTRA SU CARIOCHE E TRATTORI

21 gennaio 2010

Dopo il recente risalto che RAI venerdì 23 ottobre ha dato su TG1 delle 13,00 e Mediaset domenica 25 ottobre sul TG5 delle ore 20.00, il Museo  dell’Automobile “Bonfanti-VIMAR” viene messo in particolare evidenza anche sulla nuova Enciclopedia “L’Automobile” di Repubblica-L’Espresso, il cui primo volume è in uscita in questi giorni.

Ma tutto questo dinamismo non impedisce al vulcanico museo veneto di predisporre per sabato 31 ottobre, ore 11.00, l’inaugurazione della sula 37^ mostra tematica, dal titolo “CARIOCHE & TRATTORI” – le macchine che hanno cambiato l’agricoltura.
Si tratta di una rassegna inedita in assoluto, che racconta ancora una volta una storia nuova fatta di fatica, ingegno, caparbietà. Le carioche non sono altro che un succedaneo dei trattori veri e propri, che l’ingegno della povera gente seppe ricavare da vecchie auto o camioncini dismessi ed abbandonatI nel fondo di qualche garage o dai demolitori.
Negli anni Trenta, un’Italia povera ma bisognosa dell’aiuto della macchina per lavorare la terra ed incrementare la produzione, non trovò di meglio che stimolare l’inventiva del fabbro o del meccanico di paese che da un vecchio relitto, seppe tagliare, accorciare, trasformare e ricavare qualcosa che assomigliasse fortemente al trattore e che comunque facesse il lavoro di una coppia di buoi.
Fu un fenomeno che durò sino a metà anni Cinquanta, poi con il diffondersi della nuova economia allargata si riaffermò il trattore, che ha anch’esso la sua storia da raccontare. Nel museo bassanese si parte proprio da un mezzo a vapore del 1888, per arrivare agli anni Sessanta del ‘900.
Questa bella mostra,  che attirerà sicuramente molte scuole, è presentata con un arredo di vecchi mestieri, oggetti, documenti, allestito con gusto ed effetto dalla Associazione Culturale Siriola di Romano d’Ezzelino (VI), che da anni si prodiga per recuperare e tramandare vecchie storie ed usi della civiltà contadina. Data questa collaborazione il “Bonfanti-VIMAR” riserverà per le prime due settimane d’apertura, ingresso gratuito a tutti i residenti  di Romano d’Ezzelino.
La mostra, che durerà sino al 5 aprile del prossimo anno, ha il Patrocinio del Ministero delle Politiche Agricole, della Regione del Veneto, della Provincia di Vicenza, dei Comuni di Romano d’Ezzelino e Bassano del Grappa e l’appoggio del Museo Lamborghini, uno dei nomi più prestigiosi del settore.

Per ulteriori  informazioni ed iscrizioni : Museo dell’Automobile “Bonfanti-VIMAR”, via Torino 1, 36060 Romano d’Ezzelino (VI) – tel. 0424/513746; tel. e fax 0424/513690; e-mail: info@museobonfanti.veneto.it; sito web: www.museobonfanti.veneto.it

Uno…scoiattolo al Museo

2 dicembre 2009

Tra le varie curiosità della mostra “Carioche e Trattori” si è intrufolato uno scoiattolo,  non a quattro zampe ma a quattro ruote che non va nè per boschi né per campi. Si tratta di un  simpatico trattorino anni cinquanta costruito dalla “Peschiera & Folli” ditta di Casalmaggiore, di per sé poco noto ma che  trovò largo  impiego nelle fornaci, adatto a  trainare carrelli carichi di mattoni o tegole ed altri materiali. Per le sue ridotte dimensioni non venne mai usato in agricoltura  per l’aratura o lavori simili ma quasi esclusivamente come traino di  carri di piccola taglia. Le sue misure ridotte però gli consentivano di muoversi con molta agilità, di essere estremamente maneggevole, piuttosto pesante in rapporto alle misure, proprio per avere un grande grip al suolo.
Questo modello appartiene ad un appassionato collezionista bassanese, Vittorio Bertozzo, che ha collaborato all’allestimento della mostra assieme a  diversi appassionati del Club Amici Tradizioni Contadine Venete” che unitamente all’Associazione Culturale Siriola di Romano d’Ezzelino, e altri vari collezionisti, tra cui Silvano Tagliaferro, hanno  permesso un allestimento originale per mezzi e per ambientazione. Tradizioni di antichi mestieri, utensili  da lavoro ed attrezzatura  di ricambio si alternano in un simpatico quadro agreste, dove la macchina, trattore o carioca che sia, mostra come  ha saputo trasformare la storia dell’agricoltura. Un’era nuova per tanti  nostri avi, che sembrano comparire fra le gigantografie a parete proponendo momenti di duro lavoro o vestiti a festa per l’occasione di una foto ricordo. Frammenti di civiltà contadina dove l’uomo contava  sui frutti della terra prodotti dal lavoro manuale.
Allo “scoiattolo” fanno da sfondo alcune particolari opere dell’artista artista   polivalente   Antonio Zilio di Altivole ( Tv) autore di  questi  lavori denominati “case rurali” realizzati con tecnica  mista;  ciuffi di paglia, policarbonato, plexiglass, figure di animali e colori ad olio su legno. Facce di case astratte, linee geometriche, muri corrosi, finestre mute di un mondo che va scomparendo davanti alla tecnologia  senz’anima del terzo millennio.
Da oggi a ieri in un’alternanza di storia e cultura, dal mezzo minino al  mastodontico “ International Titan” del 1920, passando per case produttrici  italiane, tedesche, inglesi e  anche per  Lamborghini che produsse nel 1947 la carioca “Lamborghini Morris” nata proprio  per mano di Ferruccio Lamborghini che forte dell’esperienza accumulata durante la guerra, dopo aver acquistato un a camionetta presso un centro ARAR, (azienda recupero alienazione residuati) la sera stessa davanti alla sua officina, disegnò per terra il trattore che voleva costruire. Nacque così la carioca “Lamborghini” che il costruttore stesso presentò alla festa del paese nel giorno di San Biagio riuscendo a venderne ben undici pezzi. Il prototipo è esposto  al “Bonfanti-VIMAR”su gentile concessione del Centro Polifunzionale Ferruccio Lamborghini Museum di Dosso (FE).
Un Museo, tante storie e tante proposte. Il “Bonfanti-VIMAR” oltre che per le sue tematiche, è a disposizione per  meeting aziendali, congressi o momenti di conviviale incontro. Un accurato servizio di caatering può organizzare per club o gruppi a partire da trenta persone, piacevoli cene con posti a sedere proprio tra i mezzi esposti. Vi aspettiamo nel nostro museo, nel cuore del Veneto, per raccontarvi spaccati di storia, tecnologia e costume.

CARIOCHE E TRATTORI

15 settembre 2009

Il Museo dell’Automobile “Bonfanti-VIMAR” di Romano d’Ezzelino (VI) per l’ autunno  fino a primavera prossima, proporrà una  nuova  tematica dal titolo  “Carioche e Trattori”  dal 31 ottobre 2009 ad aprile 2010,  un inedito assoluto. E’ la prima volta che un museo presenta  infatti una rassegna sulle così dette “carioche” e sui primi trattori. Le “carioche” sono quei mezzi con funzione di trattore nati quasi esclusivamente ìn Italia a metà anni ‘30 con le sanzioni, proseguiti con ancor maggior vigore negli anni grami del dopoguerra. Essi erano derivati da vecchie vetture o camioncini dismessi, tagliati, accorciati, dotati di ruote artigliate, oppure nel dopoguerra pescando nel vasto serbatoio di mezzi militari abbandonati. Sino a pochi anni fa erano considerati solo come fonte di possibili ricambi per i collezionisti, che potevano recuperare un motore, un cambio, un differenziale, un assale. Ora essi sono rivalutati come storia, come dimostrazione di ingegno e volontà di fare. Recentemente é anche uscito un libro dello storico William Dozza, che nobilita l’argomento e le carioche sono storicamente riconosciute dall’A.S.I.
Attraverso le carioche viene rappresentato un pezzo della nostra storia e in particolar modo il “Bonfanti-VIMAR”, con una suggestiva coreografia rurale e di costume, allestita in collaborazione con la  Pro Loco di Romano riproporrà un tipico mondo agricolo del territorio,  in cui i  mezzi esposti diventeranno  protagonisti di spezzoni di quotidianità del nostro più o meno  recente passato.
Ingegno, tenacia e lavoro furono gli ingredienti vincenti per superare un momento di crisi: rielaborare per produrre e ricominciare divennero il binomioper una nuova spinta economica.
La mostra avrà  sicura ripercussione sull’intera Regione e ritorno sui media, dato l’insolito soggetto e susciterà particolare interesse per le scuole.

Focus