BUONA PASQUA-

17 aprile 2019

IL MUSEO SARA’ CHIUSO A PASQUA 21 APRILE E A PASQUETTA 22 APRILE
APERTO GIOVEDI’ 25 APRILE .

IL MUSEO DELL’AUTOMOBILE A MONDOMOTORI SHOW VICENZA

5 aprile 2019

Grande successo della due giorni Mondomotori Show – driving passion, il salone dei motori tenutosi in Fiera Vicenza il 30 e 31 marzo 2019.
Il nostro Museo, grazie all’invito del Presidente ACI-Vicenza Luigi Battistolli, ha potuto esporre l’antesignana delle auto italiane, la Vetturetta Bernardi, costruita dall’ingegnere veronese nel 1894, in fedele riproduzione realizzata alcuni anni fa. Il piccolo gioiello meccanico a tre ruote, con motore posteriore monocilindrico di 464 cc e potenza di 3 cv, in grado di trasportare due persone alla velocità massima di 35 km/h, ha destato l’interesse e la curiosità di numerosi visitatori. Particolarmente interessate alcune scolaresche presenti alla rassegna, che hanno confermato il grande valore didattico di questa “veteran car in terra veneta”.

Sempre all’interno della manifestazione, nel pomeriggio di domenica 31 è stato protagonista nella hall 4, dov’erano presenti le gloriose quattroruote che hanno fatto la storia del rally, il consigliere del Museo, due volte campione del mondo della specialità, Miki Biasion.
Per l’occasione è stato riunito il dream-team Lancia dei vecchi tempi, quello che ha permesso alla coppia di piloti Bassanesi Miki Biasion e Tiziano Siviero di guadagnarle la corona iridata nel 1988 e nel 1989: Cesare Fiorio direttore sportivo del team ufficiale Lancia; l’ingegner Sergio Limone che ha preso parte ai progetti della lancia 037 e della Delta; l’ingegner Claudio Lombardi, progettista delle Lancia impegnate nel mondiale rally e padre della S4; l’ingegner Vittorio Roberti, capo dello sviluppo tecnico della potentissima (ed indomabile) S4 ed i giornalisti sportivi Ezio Zermiani e Carlo Cavicchi.

Nella mattinata di sabato 30, all’interno dell’evento “Laverda: 70 anni di emozioni”, Piero Laverda ha invece esposto la Laverda 1000 v6, moto a 6 cilindri presentata per la prima volta al salone di Milano del 1977. Col suo motore in lega leggera a struttura portante da 140 cv a 10.000 giri (numeri impressionanti per l’epoca), questo progetto della casa veneta resta uno dei picchi più alti dell’ingegneria italiana a due ruote.

55875492_854198024921575_3637249576387215360_n

Ricordo di Ivano Beggio

14 marzo 2018

E’ mancato Ivano Beggio, uno dei personaggi da anni punto di riferimento della “Galleria del Motorismo, Mobilità e Ingegno Veneto – Giannino Marzotto”.
Lo ricordiamo con profonda stima e gratitudine anche per aver sostenuto il Museo in occasione dell’esposizione da noi organizzata nel 2000 a titolo: “MOTO DA GRAN PREMIO: DUE RUOTE DI CORAGGIO”.
In quella occasione ci imprestò per sei mesi una preziosa selezione di moto Aprilia provenienti dalla sua collezione tra cui la 250 cc Campione del Mondo di Max Biaggi, e la 125 cc sempre Campione del Mondo con l’allora giovanissimo Valentino Rossi.

Facciamo nostre le parole del giornalista e scrittore Beppe Donazzan, tratte dal suo libro, e le dedichiamo alla famiglia Beggio.

“Il più grande patrimonio che abbiamo è l’intelligenza: è il meno caro e il più difficile da far funzionare. I miracoli non esistono. Ho messo a fuoco soltanto alcune idee nate dall’enorme passione che ho avuto per le moto. La casa dove vivevo era anche un’officina. Era tutto. Là si viveva e si lavorava. Dormivo tra cerchioni e fanali di biciclette. Non c’era patrimonio: mio padre Alberto, tutti lo chiamavano Berto, cercava di incassare in fretta e pagare i fornitori il più tardi possibile.
Era una soluzione per poter “tirare avanti”, mi raccontò in un’intervista Ivano Beggio, uno dei grandi personaggi del Nordest, fondatore della Casa motociclistica Aprilia, che se ne è andato all’età di 73 anni.
L’Italia del dopoguerra, l’Italia della ricostruzione. Una storia di sacrifici e sudore quella di Beggio, come tante altre.

“Papà Berto era un artigiano. Riparava biciclette e vendeva accessori a Noale. Campanelli, pompe, gomme e camere d’aria. Caricava la sua Topolino e passava di meccanico in meccanico a proporre la merce. Allora, vendere voleva dire andare a Mira o a Mestre. Il commercio, dilatato nel circondario, era la sua America. Poi si era aggiunta Mogliano. Ricordo che facemmo “festa”, un’altra immagine dell’inizio della storia che mi raccontò Ivano Beggio, inserita nel mio libro “Il Signor Aprilia” edito da Marsilio.
Nemmeno quarant’anni dopo e Noale sarebbe diventata un centro tra i più conosciuti del mondo. Per la motocicletta. La sede di un impero con stabilimenti sparsi per l’Italia, filiali negli Stati Uniti Ad Atlanta, in Giappone e in Brasile.
“L’Aprilia cos’è? A tutti coloro che, ancora, me lo chiedono, rispondo che Aprilia è un’azienda che ama sognare ma che subito dopo programma, investe e lavora in gruppo per realizzare il sogno”, mi raccontò ancora Beggio. La formula di un successo planetario.

A percorrere la storia di questa piccola azienda, diventata realtà grande in poco tempo, le parole di Ivano Beggio, il presidente, agitatore di sogni, assumono infatti un valore particolare. Successi sportivi e crescita, escalation da Guinness dei primati: 180 miliardi delle vecchie lire nel 1992; 590 nel 1995; oltre 1000 miliardi nel 2000. Per Aprilia Sport&Produzione sono legati indissolubilmente, filosofia impressa soltanto nei marchi-mito delle competizioni motoristiche. A due e quattro ruote. Come la Ferrari. A metà degli Anni Ottanta Ivano Beggio chiese ad alcuni analisti della Bocconi di Milano di analizzare il futuro, di scoprire se ci fosse spazio per un nuovo costruttore di motociclette che non fosse giapponese. Gli avevano consigliato di cambiare strada. Beggio non li ascoltò. Seguì la passione e l’istinto e vinse la partita. Rivoluzionò in maniera geniale il mondo degli scooter con i colori, decise la sfida della pista scoprendo i più grandi talenti, Max Biaggi e Valentino Rossi, tanto per citare due nomi. Campionati mondiali a raffica, l’Aprilia diventò tanto grande da battere e far piangere i costruttori giapponesi. Poi a metà del Duemila la cessione al Gruppo Piaggio. Ma questa è un’altra storia.

AL MUSEO “BONFANTI-VIMAR” CULTURA E FORMAZIONE

12 gennaio 2018

Il Museo dell’Automobile “Bonfanti-VIMAR”, situato in una suggestiva cornice paesaggistica, tra monumenti e Ville straordinarie, rappresenta con la rassegna “Galleria del Motorismo, Mobilità e Ingegno Veneto – Giannino Marzotto”- edizione 2018, una eccellenza della nostra Regione, che merita senz’altro una visita.
Situato al centro di questo splendido itinerario, con la sua incredibile “Galleria” da poco rinnovata ed ampliata, propone una rassegna che racconta 1000 anni di storia e di tecnica evidenziando primati e primatisti incredibili. Una mostra dell’intelligenza e della genialità venete che nessuna altra Regione al mondo può vantare.
Quest’anno il museo compie 27 anni di intensa attività espositiva, con partricolare interesse agli aspetti culturali e formativi.
I corsi per restauratori per auto e moto d’epoca sono da sempre fiore all’occhiello di questo Ente, molto richiesti e molto frequentati, vengono proposti due volte l’anno in primavera ed autunno.

Al “Bonfanti-VIMAR” sono aperte le iscrizioni per la prossima sessione del “Corso per restauratori di auto e moto d’epoca”, che gode del Patrocinio dell’Automoto Club Storico Italiano, e della collaborazione di prestigiosi docenti e professionisti.
Questa tipologia di corso base teorico, è rivolta a tutti coloro che mossi da pura passione, vogliono approcciarsi alla tecnica del restauro, apprendendo nozioni indispensabili sulla tecnica della carrozzeria e della meccanica.
L’avvio è fissato per sabato 10 marzo 2018, e in successione, altri tre sabato per un totale di 32 ore formative, contro un contributo a sostegno delle nostre attività. Per maggiori informazioni, iscrizioni e dettagli potete contattarci via mail scrivendo a: info@museobonfanti.veneto.it

Seguirà un secondo corso avanzato, in corso di programmazione tra maggio/giugno rivolto solo a quanti hanno già frequentato, anche negli anni scorsi, il corso teorico di base. Questo progetto si svilupperà in 5 sabato per 40 ore ed affronterà a livello pratico le varie problematiche che i partecipanti potranno provare direttamente come meccanici e carrozzieri.

I posti per la partecipazione ad entrambi i corsi, sono limitati pertanto, vi consigliamo di informarvi ed iscrivervi al più presto.

Al “Bonfanti-VIMAR” territorio, cultura, formazione e passione viaggiano insieme.

PAUSA ESTIVA

10 agosto 2017

IL MUSEO BONFANTI-VIMAR CHIUDE PER PAUSA ESTIVA
LUNEDI’ 14 e MARTEDI’ 15 AGOSTO 2017

BUONE VACANZE

CORSI PER RESTAURATORI AUTO E MOTO D’EPOCA – SETTEMBRE /OTTOBRE 2017

15 giugno 2017

L’Associazione Amici del Museo dell’Automobile “Luigi Bonfanti”, in collaborazione con il Museo “Bonfanti-VIMAR”, apre le iscrizioni per il prossimo corso per restauratori di auto e moto d’epoca, patrocinato dall’ASI (Automotoclub Storico Italiano).
Inizierà sabato il 24 settembre 2017, per proseguire poi sabato ,7,14, 21 ottobre 2017, per un totale di 32 ore, con lezioni inerenti alla meccanica e alla carrozzeria tenute da valenti professionisti dei rispettivi settori.
A questa tipologia di corso, fin dal 1995, hanno partecipato centinaia di persone arrivate da diverse regioni d’Italia. Aperto a tutti gli appassionati, senza limiti di età o di professione, che desiderano scoprire i segreti professionali indispensabili per approcciarsi con metodo e cognizione di causa a questa particolare attività.
L’ obiettivo è quello di dare una preparazione di base sulle materie culturali e sulle materie tecnico operative del complesso e affascinante settore dei veicoli d’epoca.
Nelle varie fasi del programma, si trasmetteranno ai partecipanti le nozioni elementari sulla nascita del mezzo a motore e sulla sua evoluzione, quindi si prenderanno in esame le varie tecniche costruttive, per affrontare poi la delicatissima fase delle procedure del restauro.
A questo sapere è comunque necessario affiancare la capacità di interagire coi diversi specialisti del settore (meccanico, carrozziere, ebanista, elettrauto, verniciatore, montatore, tappezziere, rifinitore, etc.). Tutte figure professionali che contribuiscono in modo determinante alla rinascita del veicolo da restaurare. Da ciò emerge l’importanza che gli specialisti abbiano basi comuni, che seguano cioè la stessa filosofia del restauro, allo scopo di svolgere un lavoro in armonia che permetta di raggiungere un risultato ottimale e condiviso.
Il corso, riservato a un massimo di quindici partecipanti, si terrà presso il Museo “Bonfanti-VIMAR che propone nelle sue sale espositive la rinnovata “Galleria del Motorismo, Mobilità e Ingegno Veneto – Giannino Marzotto”, dov’è esposta in suggestivi allestimenti ricchi di materiale didattico illustrativo, un’anteprima delle innumerevoli realtà storico-sportive-imprenditoriali che i veneti hanno prodotto nei secoli.
Per informazioni e modalità di iscrizione, da effettuarsi entro agosto, basterà rivolgersi presso la Segreteria del Museo “Bonfanti-VIMAR” telefonando al numero 0424-513690 o scrivendo una mail all’indirizzo: info@museobonfanti.veneto.it

SANDRO MUNARI, superstar al Bonfanti-VIMAR.

15 giugno 2017

Bella, intensa ed emozionante serata organizzata per celebrare i quarant’anni dalla vittoria di Sandro Munari della Coppa FIA Piloti.
Il Museo dell’Automobile Bonfanti-VIMAR di Romano d’Ezzelino VI, in collaborazione con: Montegrappa Legend, ACI Vicenza e Lancia Rewind, ha ritenuto doveroso ricordare le imprese epiche del Drago di Cavarzere culminate con la conquista del Mondiale Rally nel 1977.
Molti sono stati gli aneddoti, anche inediti, usciti dalla viva voce di Munari che, magistralmente affiancato da Francesca Pasetti (Lady Fulvia), profonda conoscitrice della sua storia e delle vetture Lancia dell’epoca, hanno stregato la folta platea convenuta per rendere omaggio al decano dei piloti rally italiani.
Tanti gli ex presenti, sia fisicamente, Aldo Pasetti, Luigi Lucky Battistolli, Roberto Rudy Dal Pozzo, Gigi Pirollo, Vittorio Caneva, Ceo Filippi, Gianti Simoni, Max De Antoni; altri impossibilitati per impegni ad esserci hanno inviato toccanti messaggi: Miki Biasion, Enrico Masala, Gianni Tonti, Amilcare Balestrieri e Daniele Audetto.
Testimonianze di stima e profonda amicizia che hanno commosso il festeggiato che ha riportato una carica di energia positiva particolarmente utile in questo delicato momento della sua irripetibile vita.
La serata è trascorsa rivivendo le tappe fondamentali della storia sportiva di Sandro Munari, dai suoi esordi con il “padre” di tutti i rallysti italiani, Arnaldo Cavallari, passando per le incredibili vittorie ottenute con la Lancia Fulvia HF, fino agli schiaccianti successi con l’incredibile Lancia Strato’s, culminati con la conquista nel 1977 della Coppa FIA Piloti, l’allora Campionato del Mondo Rally.
Le vetture simbolo della carriera di Sandro Munari (repliche) erano esposte in bella mostra tra il pubblico, a contorno di quella che resterà negli annali del Museo, come una serata indimenticabile.

SERATA DI CELEBRAZIONE SANDRO MUNARI 9 GIUGNO 2017

17 maggio 2017

Per i quarant’anni dalla vittoria di Sandro Munari della Coppia FIA Piloti, il nostro Museo ha organizzato una serata rievocativa in onore del grande pilota veneto.
Venerdì 9 giugno 2017, dalle 19,00 alle 21,00 molti piloti e personaggi che hanno contribuito a rendere grande il mondo dei Rally si ritroveranno per celebrare con calore e tanta ammirazione il Drago!

La carriera di Sandro Munari.

Conosciuto come il Drago di Cavarzere, è senza ombra di dubbio uno dei migliori rallyman al mondo.
Cominciò la sua carriera sui kart. Arnaldo Cavallari, famoso rallista degli anni ‘60-’70 lo osservò ed apprezzò la sua precisione e determinazione chiamandolo a correre con lui in qualità di navigatore. Ma l’indole del Drago era di fare il pilota. Si innamorò delle corse in auto all’età di 7 anni, quando con il padre assistette al passaggio dei bolidi della 1000 Miglia. Dopo qualche gara con Cavallari nel 1964, esordì nel 1965 al volante di una Flavia Coupè al 1000 Laghi in coppia con Ghini impressionando per la prestazione all’altezza di piloti ufficiali. Fece quindi il suo esordio come prima guida al Rally di Montecarlo nel 1966 a bordo di una Lancia Flavia coupè in coppia con George Harris. Lo stesso anno fu protagonista di un curioso quanto unico episodio che lo vide vincere una gara in salita, con una vettura che non poteva competere con i prototipi (la Flavia Zagato), senza abbigliamento da competizione, su richiesta del DS per accontentare un concessionario di Genova, in testacoda! Il trofeo gli venne consegnato in ospedale dov’era ricoverato per l’incidente accorso poco prima del traguardo. Nel 1968, fu costretto ad un lungo stop a causa delle ferite riportate in un drammatico incidente durante il trasferimento da Atene a Montecarlo in cui perse la vita il compagno fraterno Luciano Lombardini. Con quest’ultimo aveva raggiunto un’intesa perfetta, sempre al volante della Fulvia, centrando nel 1967 la vittoria al 999 Minuti all’esordio con questa vettura, primi assoluti al Rally di Sardegna, al Rally Alpi Orientali e al Rally di Spagna ed infine vincendo una gara straordinaria al Tour de Corse sbaragliando la concorrenza francese più potente e favorita. Un successo esaltante lo ottenne a Montecarlo nel 1972 quando ormai la Fulvia, non più competitiva, era stata messa da parte per mettere in cantiere la Stratos. Al suo fianco aveva il navigatore con cui siglò successi indimenticabili: Mario Mannucci. Coequipier milanese, sensibile, tenace, paziente, preparato e preciso, già pilota Jolly Club su Fulvia, passò al fianco di Munari nel 1971 dopo esser stato in equipaggio con Barbasio. Mannucci lo si può definire come il primo navigatore professionista. Dopo questa vittoria si riaprirono gli stabilimenti di produzione della Lancia Fulvia, gli operai tornarono al lavoro garantendo sicurezza e risorse alle famiglie, vennero prodotte altre 50.000 Lancia Fulvia coupè con i colori del Montecarlo, su una produzione totale di circa 150.000.Le vittorie più belle e importanti del Drago, oltre a quelle già citate, sono state i 4 Montecarlo, Targa Florio (1972 record imbattuto per accoppiata con Montecarlo), 3 Rally di Sardegna (2 da navigatore), 6 San Martino di Castrozza (uno da navigatore), 3 Alpi Orientali, 2 Quattro Regioni, 2 Rally di Sicilia, 2 Tour de Corse, Tour de France, Firestone, Spagna, Rideau Lakes e molte altre. E’ stato suo il Campionato Italiano nel 1967 e nel 1969, vincitore della Mitropa Cup nel 1971, Campione Europeo nel 1973, vincitore della Coppa del Mondo FIA piloti e Campione Italiano assoluto rally nel 1977. Dopo aver vinto e stravinto su quasi tutti i fronti a bordo di Lancia Fulvia e Stratos ha disputato qualche rally su Fiat 131 Abarth fino a quando decise nel 1978 di ritirarsi dalle corse come pilota professionista non disdegnando di disputare qualche altro rally da privato. Una carriera strabiliante. Munari rifiutò numerose offerte di ingaggio con altre case automobilistiche di prestigio, anche quando non aveva ancora un contratto fisso, per spirito di riconoscenza nei confronti della Lancia che aveva creduto in lui.

Francesca Pasetti (Lady Fulvia)

Con preghiera di diffusione.

COMUNICATO STAMPA N°4 MAGGIO 2017

11 maggio 2017

Per celebrare i 70 anni della FERRARI, il Museo dell’Automobile Bonfanti-VIMAR, domenica 14 maggio 2017, esporrà due iconiche vetture della casa del Cavallino in Piazza Libertà a Bassano del Grappa.
L’occasione ci viene offerta, come di consueto oramai da qualche anno, da Confcommercio Bassano e mandamento, nell’ambito della manifestazione Quattro Ruote a Bassano, che vedrà il Centro Storico della bella cittadina veneta trasformarsi per un giorno in un salone a cielo aperto dove poter ammirare tutti i più recenti modelli di vetture in produzione esposti dai molti dealers della zona.
Il nostro Museo, com’è nella sua mission, porterà due esemplari rari a testimonianza dell’evoluzione tecnologica e stilistica che le fantastiche vetture di Maranello rappresentano ai massimi livelli in un arco di tempo di quasi trent’anni:

FERRARI F40 del 1987.
GUIDA A DESTRA, ESEMPLARE UNICO AL MONDO REALIZZATO PER UN REGNANTE ASIATICO.
VETTURA ICONICA VOLUTA ESPRESSAMENTE DAL COMMENDATOR ENZO FERRARI PER CELEBRARE I 40 ANNI DALLA FONDAZIONE DELLA SUA AZIENDA.
USCITA NEL 1987 E FABBRICATA IN SOLI 1337 ESEMPLARI, IL DISEGNO DELLA CARROZZERIA È STATO REALIZZATO PER LO STUDIO PININFARINA DA LEONARDO FIORAVANTI (CHE HA TENUTO UNA STIMOLANTE E AFFOLLATA CONFERENZA PRESSO LA NOSTRA SEDE NELLO SCORSO OTTOBRE), SOTTO LA GUIDA DI NICOLA MATERAZZI E PIETRO CAMARDELLA.

FERRARI 458 SA del 2015.
SPIDER (A, STA PER APERTA) PRODOTTA IN SERIE LIMITATA DI 499 ESEMPLARI È LA PIÙ PRESTAZIONALE NELLA STORIA DELLA FERRARI, GRAZIE ALL’AERODINAMICA ATTIVA E AL NUOVO MOTORE V8. TELAIO REALIZZATO IN 10 LEGHE DI ALLUMINIO (SI È FATTO RICORSO A MATERIALI E TECNOLOGIE AEROSPAZIALI). IL TETTO RIGIDO SI APRE O CHIUDE IN SOLI 14 SECONDI, LA VETTURA DISPONE DI ELETTRONICA DI ULTIMA GENERAZIONE E IN PARTICOLARE DEL CONTROLLO ELETTRONICO DELL’ANGOLO DI ASSETTO (SSC).

Inoltre, per sugellare la collaborazione con il Museo Civico di Bassano del Grappa, grazie al benestare della direttrice Chiara Casarin, nell’antico Chiostro verrà esposta quella che può essere interpretata come una scultura contemporanea:

MASCHERONE IN LEGNO FIAT- ABARTH PININ FARINA del 1958/60.
MODELLO IN SCALA REALE SU CUI VENIVANO SAPIENTEMENTE PLASMATE LE LASTRE DI ALLUMINIO PER DARE CORPO ALLE CARROZZERIE DELLE VETTURE DA RECORD.

Allegate: 2 foto della F40 guida a destra, esemplare unico al mondo.

Si ringrazia per la preziosa collaborazione anche l’Autosalone Cuman di Marostica.

MUSEO DELL’AUTOMOBILE “BONFANTI-VIMAR”
Via Torino, 2

Dona il tuo 5×1000 al Museo dell’AUtomobile “Bonfanti-VIMAR”

2 maggio 2017

Gentile Amico e Sostenitore,

anche quest’anno dobbiamo chiedere la tua solidarietà per tenere in vita l’impresa non semplice che da oltre un quarto di secolo portiamo avanti con tanta passione e non pochi sacrifici personali.
Per mantenere in ordine ed equilibrio il nostro bilancio, abbiamo bisogno del contributo di tutti coloro che condividono questa missione.

Fare cultura nel nostro Paese non è cosa semplice e, soprattutto, non riceve più da tempo adeguati supporti pubblici, ma noi non ci arrendiamo, confortati dai tanti visitatori che giungono da ogni parte del mondo e che ci lasciano spesso un sincero segno di apprezzamento nelle dediche del libro degli ospiti, vera “benzina” per il nostro agire.

Per riuscire a portare avanti questo nostro impegno abbiamo bisogno anche di te.

Dona il tuo 5×1000 a:
MUSEO DELL’AUTOMOBILE LUIGI BONFANTI

Comprendiamo che ci sono molti Enti che svolgono opera meritoria in campo sociale, ma la nostra proposta è di alternare
almeno saltuariamente queste donazioni, un anno ogni tanto, segnando per il 2017 il nostro riferimento nella vostra denuncia
dei redditi.
Inserite nella vostra dichiarazione il seguente codice fiscale:
91007150245
www.museobonfanti.veneto.it
E’ importante farlo, è importante il vostro aiuto.

Archivio