CORSI PER RESTAURATORI AUTO E MOTO D’EPOCA – SETTEMBRE /OTTOBRE 2017

15 giugno 2017

L’Associazione Amici del Museo dell’Automobile “Luigi Bonfanti”, in collaborazione con il Museo “Bonfanti-VIMAR”, apre le iscrizioni per il prossimo corso per restauratori di auto e moto d’epoca, patrocinato dall’ASI (Automotoclub Storico Italiano).
Inizierà sabato il 24 settembre 2017, per proseguire poi sabato ,7,14, 21 ottobre 2017, per un totale di 32 ore, con lezioni inerenti alla meccanica e alla carrozzeria tenute da valenti professionisti dei rispettivi settori.
A questa tipologia di corso, fin dal 1995, hanno partecipato centinaia di persone arrivate da diverse regioni d’Italia. Aperto a tutti gli appassionati, senza limiti di età o di professione, che desiderano scoprire i segreti professionali indispensabili per approcciarsi con metodo e cognizione di causa a questa particolare attività.
L’ obiettivo è quello di dare una preparazione di base sulle materie culturali e sulle materie tecnico operative del complesso e affascinante settore dei veicoli d’epoca.
Nelle varie fasi del programma, si trasmetteranno ai partecipanti le nozioni elementari sulla nascita del mezzo a motore e sulla sua evoluzione, quindi si prenderanno in esame le varie tecniche costruttive, per affrontare poi la delicatissima fase delle procedure del restauro.
A questo sapere è comunque necessario affiancare la capacità di interagire coi diversi specialisti del settore (meccanico, carrozziere, ebanista, elettrauto, verniciatore, montatore, tappezziere, rifinitore, etc.). Tutte figure professionali che contribuiscono in modo determinante alla rinascita del veicolo da restaurare. Da ciò emerge l’importanza che gli specialisti abbiano basi comuni, che seguano cioè la stessa filosofia del restauro, allo scopo di svolgere un lavoro in armonia che permetta di raggiungere un risultato ottimale e condiviso.
Il corso, riservato a un massimo di quindici partecipanti, si terrà presso il Museo “Bonfanti-VIMAR che propone nelle sue sale espositive la rinnovata “Galleria del Motorismo, Mobilità e Ingegno Veneto – Giannino Marzotto”, dov’è esposta in suggestivi allestimenti ricchi di materiale didattico illustrativo, un’anteprima delle innumerevoli realtà storico-sportive-imprenditoriali che i veneti hanno prodotto nei secoli.
Per informazioni e modalità di iscrizione, da effettuarsi entro agosto, basterà rivolgersi presso la Segreteria del Museo “Bonfanti-VIMAR” telefonando al numero 0424-513690 o scrivendo una mail all’indirizzo: info@museobonfanti.veneto.it

SANDRO MUNARI, superstar al Bonfanti-VIMAR.

15 giugno 2017

Bella, intensa ed emozionante serata organizzata per celebrare i quarant’anni dalla vittoria di Sandro Munari della Coppa FIA Piloti.
Il Museo dell’Automobile Bonfanti-VIMAR di Romano d’Ezzelino VI, in collaborazione con: Montegrappa Legend, ACI Vicenza e Lancia Rewind, ha ritenuto doveroso ricordare le imprese epiche del Drago di Cavarzere culminate con la conquista del Mondiale Rally nel 1977.
Molti sono stati gli aneddoti, anche inediti, usciti dalla viva voce di Munari che, magistralmente affiancato da Francesca Pasetti (Lady Fulvia), profonda conoscitrice della sua storia e delle vetture Lancia dell’epoca, hanno stregato la folta platea convenuta per rendere omaggio al decano dei piloti rally italiani.
Tanti gli ex presenti, sia fisicamente, Aldo Pasetti, Luigi Lucky Battistolli, Roberto Rudy Dal Pozzo, Gigi Pirollo, Vittorio Caneva, Ceo Filippi, Gianti Simoni, Max De Antoni; altri impossibilitati per impegni ad esserci hanno inviato toccanti messaggi: Miki Biasion, Enrico Masala, Gianni Tonti, Amilcare Balestrieri e Daniele Audetto.
Testimonianze di stima e profonda amicizia che hanno commosso il festeggiato che ha riportato una carica di energia positiva particolarmente utile in questo delicato momento della sua irripetibile vita.
La serata è trascorsa rivivendo le tappe fondamentali della storia sportiva di Sandro Munari, dai suoi esordi con il “padre” di tutti i rallysti italiani, Arnaldo Cavallari, passando per le incredibili vittorie ottenute con la Lancia Fulvia HF, fino agli schiaccianti successi con l’incredibile Lancia Strato’s, culminati con la conquista nel 1977 della Coppa FIA Piloti, l’allora Campionato del Mondo Rally.
Le vetture simbolo della carriera di Sandro Munari (repliche) erano esposte in bella mostra tra il pubblico, a contorno di quella che resterà negli annali del Museo, come una serata indimenticabile.

SERATA DI CELEBRAZIONE SANDRO MUNARI 9 GIUGNO 2017

17 maggio 2017

Per i quarant’anni dalla vittoria di Sandro Munari della Coppia FIA Piloti, il nostro Museo ha organizzato una serata rievocativa in onore del grande pilota veneto.
Venerdì 9 giugno 2017, dalle 19,00 alle 21,00 molti piloti e personaggi che hanno contribuito a rendere grande il mondo dei Rally si ritroveranno per celebrare con calore e tanta ammirazione il Drago!

La carriera di Sandro Munari.

Conosciuto come il Drago di Cavarzere, è senza ombra di dubbio uno dei migliori rallyman al mondo.
Cominciò la sua carriera sui kart. Arnaldo Cavallari, famoso rallista degli anni ‘60-’70 lo osservò ed apprezzò la sua precisione e determinazione chiamandolo a correre con lui in qualità di navigatore. Ma l’indole del Drago era di fare il pilota. Si innamorò delle corse in auto all’età di 7 anni, quando con il padre assistette al passaggio dei bolidi della 1000 Miglia. Dopo qualche gara con Cavallari nel 1964, esordì nel 1965 al volante di una Flavia Coupè al 1000 Laghi in coppia con Ghini impressionando per la prestazione all’altezza di piloti ufficiali. Fece quindi il suo esordio come prima guida al Rally di Montecarlo nel 1966 a bordo di una Lancia Flavia coupè in coppia con George Harris. Lo stesso anno fu protagonista di un curioso quanto unico episodio che lo vide vincere una gara in salita, con una vettura che non poteva competere con i prototipi (la Flavia Zagato), senza abbigliamento da competizione, su richiesta del DS per accontentare un concessionario di Genova, in testacoda! Il trofeo gli venne consegnato in ospedale dov’era ricoverato per l’incidente accorso poco prima del traguardo. Nel 1968, fu costretto ad un lungo stop a causa delle ferite riportate in un drammatico incidente durante il trasferimento da Atene a Montecarlo in cui perse la vita il compagno fraterno Luciano Lombardini. Con quest’ultimo aveva raggiunto un’intesa perfetta, sempre al volante della Fulvia, centrando nel 1967 la vittoria al 999 Minuti all’esordio con questa vettura, primi assoluti al Rally di Sardegna, al Rally Alpi Orientali e al Rally di Spagna ed infine vincendo una gara straordinaria al Tour de Corse sbaragliando la concorrenza francese più potente e favorita. Un successo esaltante lo ottenne a Montecarlo nel 1972 quando ormai la Fulvia, non più competitiva, era stata messa da parte per mettere in cantiere la Stratos. Al suo fianco aveva il navigatore con cui siglò successi indimenticabili: Mario Mannucci. Coequipier milanese, sensibile, tenace, paziente, preparato e preciso, già pilota Jolly Club su Fulvia, passò al fianco di Munari nel 1971 dopo esser stato in equipaggio con Barbasio. Mannucci lo si può definire come il primo navigatore professionista. Dopo questa vittoria si riaprirono gli stabilimenti di produzione della Lancia Fulvia, gli operai tornarono al lavoro garantendo sicurezza e risorse alle famiglie, vennero prodotte altre 50.000 Lancia Fulvia coupè con i colori del Montecarlo, su una produzione totale di circa 150.000.Le vittorie più belle e importanti del Drago, oltre a quelle già citate, sono state i 4 Montecarlo, Targa Florio (1972 record imbattuto per accoppiata con Montecarlo), 3 Rally di Sardegna (2 da navigatore), 6 San Martino di Castrozza (uno da navigatore), 3 Alpi Orientali, 2 Quattro Regioni, 2 Rally di Sicilia, 2 Tour de Corse, Tour de France, Firestone, Spagna, Rideau Lakes e molte altre. E’ stato suo il Campionato Italiano nel 1967 e nel 1969, vincitore della Mitropa Cup nel 1971, Campione Europeo nel 1973, vincitore della Coppa del Mondo FIA piloti e Campione Italiano assoluto rally nel 1977. Dopo aver vinto e stravinto su quasi tutti i fronti a bordo di Lancia Fulvia e Stratos ha disputato qualche rally su Fiat 131 Abarth fino a quando decise nel 1978 di ritirarsi dalle corse come pilota professionista non disdegnando di disputare qualche altro rally da privato. Una carriera strabiliante. Munari rifiutò numerose offerte di ingaggio con altre case automobilistiche di prestigio, anche quando non aveva ancora un contratto fisso, per spirito di riconoscenza nei confronti della Lancia che aveva creduto in lui.

Francesca Pasetti (Lady Fulvia)

Con preghiera di diffusione.

COMUNICATO STAMPA N°4 MAGGIO 2017

11 maggio 2017

Per celebrare i 70 anni della FERRARI, il Museo dell’Automobile Bonfanti-VIMAR, domenica 14 maggio 2017, esporrà due iconiche vetture della casa del Cavallino in Piazza Libertà a Bassano del Grappa.
L’occasione ci viene offerta, come di consueto oramai da qualche anno, da Confcommercio Bassano e mandamento, nell’ambito della manifestazione Quattro Ruote a Bassano, che vedrà il Centro Storico della bella cittadina veneta trasformarsi per un giorno in un salone a cielo aperto dove poter ammirare tutti i più recenti modelli di vetture in produzione esposti dai molti dealers della zona.
Il nostro Museo, com’è nella sua mission, porterà due esemplari rari a testimonianza dell’evoluzione tecnologica e stilistica che le fantastiche vetture di Maranello rappresentano ai massimi livelli in un arco di tempo di quasi trent’anni:

FERRARI F40 del 1987.
GUIDA A DESTRA, ESEMPLARE UNICO AL MONDO REALIZZATO PER UN REGNANTE ASIATICO.
VETTURA ICONICA VOLUTA ESPRESSAMENTE DAL COMMENDATOR ENZO FERRARI PER CELEBRARE I 40 ANNI DALLA FONDAZIONE DELLA SUA AZIENDA.
USCITA NEL 1987 E FABBRICATA IN SOLI 1337 ESEMPLARI, IL DISEGNO DELLA CARROZZERIA È STATO REALIZZATO PER LO STUDIO PININFARINA DA LEONARDO FIORAVANTI (CHE HA TENUTO UNA STIMOLANTE E AFFOLLATA CONFERENZA PRESSO LA NOSTRA SEDE NELLO SCORSO OTTOBRE), SOTTO LA GUIDA DI NICOLA MATERAZZI E PIETRO CAMARDELLA.

FERRARI 458 SA del 2015.
SPIDER (A, STA PER APERTA) PRODOTTA IN SERIE LIMITATA DI 499 ESEMPLARI È LA PIÙ PRESTAZIONALE NELLA STORIA DELLA FERRARI, GRAZIE ALL’AERODINAMICA ATTIVA E AL NUOVO MOTORE V8. TELAIO REALIZZATO IN 10 LEGHE DI ALLUMINIO (SI È FATTO RICORSO A MATERIALI E TECNOLOGIE AEROSPAZIALI). IL TETTO RIGIDO SI APRE O CHIUDE IN SOLI 14 SECONDI, LA VETTURA DISPONE DI ELETTRONICA DI ULTIMA GENERAZIONE E IN PARTICOLARE DEL CONTROLLO ELETTRONICO DELL’ANGOLO DI ASSETTO (SSC).

Inoltre, per sugellare la collaborazione con il Museo Civico di Bassano del Grappa, grazie al benestare della direttrice Chiara Casarin, nell’antico Chiostro verrà esposta quella che può essere interpretata come una scultura contemporanea:

MASCHERONE IN LEGNO FIAT- ABARTH PININ FARINA del 1958/60.
MODELLO IN SCALA REALE SU CUI VENIVANO SAPIENTEMENTE PLASMATE LE LASTRE DI ALLUMINIO PER DARE CORPO ALLE CARROZZERIE DELLE VETTURE DA RECORD.

Allegate: 2 foto della F40 guida a destra, esemplare unico al mondo.

Si ringrazia per la preziosa collaborazione anche l’Autosalone Cuman di Marostica.

MUSEO DELL’AUTOMOBILE “BONFANTI-VIMAR”
Via Torino, 2

Dona il tuo 5×1000 al Museo dell’AUtomobile “Bonfanti-VIMAR”

2 maggio 2017

Gentile Amico e Sostenitore,

anche quest’anno dobbiamo chiedere la tua solidarietà per tenere in vita l’impresa non semplice che da oltre un quarto di secolo portiamo avanti con tanta passione e non pochi sacrifici personali.
Per mantenere in ordine ed equilibrio il nostro bilancio, abbiamo bisogno del contributo di tutti coloro che condividono questa missione.

Fare cultura nel nostro Paese non è cosa semplice e, soprattutto, non riceve più da tempo adeguati supporti pubblici, ma noi non ci arrendiamo, confortati dai tanti visitatori che giungono da ogni parte del mondo e che ci lasciano spesso un sincero segno di apprezzamento nelle dediche del libro degli ospiti, vera “benzina” per il nostro agire.

Per riuscire a portare avanti questo nostro impegno abbiamo bisogno anche di te.

Dona il tuo 5×1000 a:
MUSEO DELL’AUTOMOBILE LUIGI BONFANTI

Comprendiamo che ci sono molti Enti che svolgono opera meritoria in campo sociale, ma la nostra proposta è di alternare
almeno saltuariamente queste donazioni, un anno ogni tanto, segnando per il 2017 il nostro riferimento nella vostra denuncia
dei redditi.
Inserite nella vostra dichiarazione il seguente codice fiscale:
91007150245
www.museobonfanti.veneto.it
E’ importante farlo, è importante il vostro aiuto.

Venerdì 3 marzo 2017 – dalle 20.00 – Museo dell’Automobile Bonfanti-Vimar –Romano d’Ezzelino VI

22 febbraio 2017

ACCERTAMENTI NELLE ASSOCIAZIONI E SOCIETA’ SPORTIVE MOTORISTICHE: DIFESE E BUONE PRASSI

Venerdì 3 marzo 2017 – dalle 20.00 – Museo dell’Automobile Bonfanti-Vimar –Romano d’Ezzelino VI

Il Museo dell’Automobile Bonfanti-Vimar e il Team Bassano, patrocinati dall’ACI di Vicenza, organizzano una serata informativa sulle tematiche fiscali, amministrative e contabili del mondo sportivo motoristico.
L’incontro, aperto a tutte le associazioni e società sportive del territorio (scuderie, team, enti organizzatori, ecc.), si propone di affrontare le principali problematiche e adempimenti richiesti agli enti sportivi dilettantistici.
Nel corso della serata saranno evidenziate le principali contestazioni del Fisco e le buone prassi per evitarle. Ampio spazio sarà dedicato ai quesiti dei partecipanti.
La relazione sarà tenuta dal dott. Enrico Savio, commercialista di Bassano del Grappa, revisore, autore di pubblicazioni ed esperto del settore.

Dato il limitato numero di posti a sedere (100) è gradita la prenotazione: info@museobonfanti.veneto.it

COMUNICATO N. – 02 FEBBRAIO 2017

7 febbraio 2017

Al Museo dell’Automobile Bonfanti-Vimar, si è svolta qualche giorno fa la prima edizione del premio “Carlo Alberto Gabellieri”, il compianto giornalista sportivo, già addetto stampa negli anni ’90 dell’Autodromo del Mugello e poi della Subaru Coloni Racing di Formula1, collaboratore di Auto Sprint e caporedattore di Auto d’Epoca, scrittore di gustosi libri quali “Mille Motori e una Passione”, dedicato al Trivellato Racing Team di Vicenza; “La Corsa al Cansiglio verso il 2000″; “FIAT X1/9″, “FIAT da Rally”; “FIAT 128 la Storia, le Corse, le Vittorie” e “Autobianchi Abarth A112, Piccola e Vincente”; scritti insieme a Francesco Panzarotto.

Dal 1997 collaboratore fisso del Museo Bonfanti-Vimar, dove ha dato un fondamentale apporto alla realizzazione di molte mostre tematiche a rotazione che si allestivano ogni sei mesi e a ordinare e completare il copioso archivio del motorismo veneto, prezioso patrimonio storico culturale fondamentale fonte di ispirazione dell’Enciclopedia del Motorismo, Mobilità e Ingegno Veneto, scritta insieme a Nino Balestra e ad altri autori, uscita postuma.

Questa mite, riservata ma nobile persona, ha ispirato Massimo Vallotto, presidente del Museo dell’Automobile Bonfanti-Vimar, Stefano Chiminelli, presidente del Circolo Veneto Automoto d’Epoca e Mauro Valerio, presidente del Team Bassano, nel selezionare un ristretto numero di aziende, enti, club, organizzatori e persone, che da anni si distinguono nel campo del motorismo storico per l’impegno appassionato ed entusiasta, spesso discreto e disinteressato, avvicinandosi per affinità elettive ai valori che animavano Carlo Alberto Gabellieri.

In un’atmosfera carica di commozione, ammirazione e amicizia diffusa, alla presenza della signora Mariarosa Bison Gabellieri, sono stati premiati: VIMAR SpA, per il prezioso supporto al Museo dal 1999;

Valter Bizzotto, presidente ACI Vicenza, un pioniere del motorismo vicentino impegnato da quarant’anni nella promozione di eventi di alto profilo;   Cristiano e Giuliano Michelotto, titolari dello straordinario atelier padovano noto per l’elaborazione dei modelli Ferrari a ruote coperte da corsa, vincenti in tutto il mondo; Luciano e Francesco Cuman, dell’omonimo autosalone leader nel trading di Ferrari da alta collezione; Francesca Pasetti “Lady Fulvia”       ; Beppe Donazzan, giornalista e scrittore;       Roberto Cristiano Baggio, giornalista e scrittore;      Alessandro Tich, giornalista tv e web;           Andrea Zanovello, giornalista web;   Alessandra Cordella e Giorgio Mascotto della Croce Verde;          Pieralgelo Camparmò, presidente dell’Historic Club Schio; Narciso Paccagnella, presidente Bassano Rally Racing;

Renzo De Tomasi, presidente Rally Club Team;

Ivo Strappazzon, presidente Rally club ’70, organizzatore della Coppa Attilio Bettega;     Gigi e Michele Bariani, organizzatori del Montegrappa Legend;      Piero Pernechele e Alberto Campagnolo, rispettivamente presidente e vicepresidente del Bassano Delta Club; Toni Berto, decano dei docenti che danno vita da vent’anni ai corsi di restauro per auto e moto d’epoca che si tengono al Bonfanti-Vimar.    Sono state inoltre premiate tante altre persone, collaboratori dei tre sodalizi o semplici appassionati, preziosi aiuti in tutti quei ruoli apparentemente non primari ma senza i quali molte attività e manifestazioni di pregio non sarebbero possibili.     La serata si è conclusa con una arrivederci alla prossima edizione che verrà organizzata tra due anni.

Il Presidente ACI VICENZA Valter Bizzotto al Museo Bonfanti-VIMAR

Il Presidente ACI VICENZA Valter Bizzotto al Museo Bonfanti-VIMAR

Gabellieri 1

Il Presidente ACI VICENZA Valter Bizzotto al Museo Bonfanti-VIMAR

Il Presidente ACI VICENZA Valter Bizzotto al Museo Bonfanti-VIMAR

Gabellieri 3

CORSI PER RESTAURATORI AUTO E MOTO – CALENDARIO 2017

10 gennaio 2017

Al “Bonfanti-VIMAR” sono aperte le iscrizioni per il prossimo corso per restauratori di auto e moto d’epoca, patrocinato dall’ASI (Automotoclub Storico Italiano), a cui, fin dal 1995, hanno partecipato centinaia di persone arrivate da diverse regioni d’Italia.

L’avvio è per sabato il 4 marzo 2017, per proseguire poi sabato 14, 21, 28 marzo 2017, per un totale di 32 ore, con lezioni inerenti alla meccanica e alla carrozzeria tenute da professionisti dei rispettivi settori.

Il corso è aperto a tutti gli appassionati che vogliano scoprire i segreti professionali indispensabili per approcciarsi con metodo e cognizione di causa a questa particolare attività.

Acquisita questa formazione, si potrà passare alla seconda fase con un corso avanzato, riservato a coloro che avranno già frequentato quello teorico, in questa sessione o in una qualsiasi degli anni passati. L’appuntamento è previsto, una volta raggiunto il numero partecipanti, per il mese di maggio 2017 con lezioni che prevedono anche interventi manuali per apprendere le precise tecniche e fasi da seguire, per un corretto restauro meccanico ed estetico dei mezzi d’epoca.

I nostri corsi hanno formato molti appassionati che, grazie anche a queste esperienze, hanno ampliato le loro conoscenze sia a livello amatoriale che professionale trovando spesso uno sbocco lavorativo.

Anche per il 2017 il Museo “Bonfanti-VIMAR continuerà a proporre la rinnovata “Galleria del Motorismo, Mobilità e Ingegno Veneto – Giannino Marzotto”, dov’è esposta in suggestivi allestimenti ricchi di materiale didattico illustrativo, un’anteprima delle innumerevoli realtà storico-sportive-imprenditoriali che i veneti hanno prodotto nei secoli. L’ambiente risulta particolarmente interessante anche per le tante aziende del nostro territorio che volessero usufruire della struttura museale, per visite guidate, meeting o cene aziendali, diventando così una vetrina nella vetrina, l’unica che la Regione Veneto può vantare a livello motoristico. Il motore del prof. Bernardi del 1882, primo motore a scoppio a benzina al mondo (brevettato tre mesi prima di quello di Benz), in bella mostra nel nostro ingresso, fa da testimone di un formidabile passato che nella nostra Regione continua ad essere protagonista in aziende dove l’ingegno e l’innovazione le vedono leader mondiali nei loro rispettivi settori di attività. Aziende quali: VIMAR, BIFRANGI, MONTEGRAPPA, CECCATO, MICHELOTTO, BRETON, TEXA, ASKOLL, per citare solo alcuni brand che già seguono e sostengono il nostro Museo.arch-corsi

AUGURI DI BUONE FESTE: CHIUSO IL24,25,26 E 31 DICEMBRE 2016

23 dicembre 2016

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Cesare Gerolimetto: 26_27 Novembre 2016

18 novembre 2016

giromondo-0-82A quarant’anni dall’inizio di un’epica impresa, oggi irripetibile per le mutate situazioni geopolitiche, il Museo dell’Automobile Bonfanti-Vimar in collaborazione con il Museo Civico della Città di Bassano del Grappa e con il patrocinio dell’Assessorato delle Politiche per il Territorio e la Cultura, vi invitano a due incontri con Cesare Gerolimetto, bassanese di adozione.                                          

Il giro del mondo in camion                                                        Nel 1976 Cesare Gerolimetto www.cesaregerolimetto.com/info, assieme a Daniele Pellegrini www.danielepellegrini.com, compie il suo raid più impegnativo, un giro del mondo in camion attraverso i cinque continenti che durerà due anni e sette mesi, per un totale di 184.000 km percorsi. Questa impresa viene classificata dal Guinness Book of Records 1984 come il primo e più lungo giro del mondo in camion.

La preparazione                                                                         

L’idea di questo giro del mondo cominciò a maturare in Gerolimetto nel 1972, durante un lungo e massacrante raid, il periplo dell’Africa: quasi cinquantamila chilometri con una jeep, in compagnia di Ferruccio Franzoia.        Verso la fine del viaggio, fantasticando su quale sarebbe stata la prossima meta pensò che “…escludendo l’Asia e l’Africa se vogliamo fare qualcosa di veramente diverso, non ci resta che il mondo intero”. Quasi uno scherzo!

Non potendo aderirvi Ferruccio Franzoia, visto l’impegno di tempo richiesto e le mille incognite che un’impresa del genere avrebbe riservato, Gerolimetto trovò, con non poca fatica, nel giornalista fotografo Daniele Pellegrini il compagno ideale per intraprendere il viaggio.

Daniele coinvolse nell’avventurava anche il padre Lino (con cui fecero solo una parte di Africa), noto esploratore-giornalista, sulla breccia dei raid avventurosi da moltissimi anni per conto dei più importanti quotidiani e settimanali italiani e stranieri. Con due spalle, anzi quattro, come quelle dei Pellegrini, la macchina organizzativa si mise a girare a pieno ritmo. Le conoscenze, soprattutto di Lino, furono determinanti tanto che, alla fine, veicolo e varie attrezzature furono forniti quasi esclusivamente con l’aiuto degli sponsor, tra i quali un ruolo di primo piano spettò ad IVECO, preziosissima anche in seguito con tutte le sue filiali sparse nel mondo.

Il camion                                                                                    

Il camion che compì l’impresa è un IVECO 75 PC 4×4 (quattro ruote motrici) con una cilindrata di cc. 5184 ciclo Diesel. In assetto di marcia pesava quasi otto tonnellate. La parte abitabile è costituita da un furgone opportunamente costruito e coibentato dalla Orlandi di Brescia, mentre il “mobilio” e alcune preziosità meccaniche furono costruite due aziende bassanesi: la Fratelli Zanon e la Fratelli Farina. Il tutto é quanto di più spartano si può immaginare: un letto a castello sufficientemente comodo, un piccolo lavello con rubinetto collegato mediante una pompa elettrica al serbatoio dell’acqua di 170 litri, niente toilette né riscaldamento. Il resto delle pareti é dedicato a robusti armadi che devono contenere l’infinità di cose e attrezzature necessarie per affrontare questo genere di viaggio; l’indispensabile affinché un veicolo, isolato e senza nessun contatto con gli altri, possa superare le mille contrarietà alle quali sarebbe andato incontro: scorte di combustibile per 3.500 chilometri in condizioni normali, tre pneumatici con relativo cerchione, scalette anti-insabbiamento, bussola applicata al cruscotto, binda di sollevamento per toglierlo dal fango e dalla sabbia, serbatoio sul tetto che permetta, in caso di rottura della pompa aspirante, di far funzionare il motore a caduta come succede per i comuni acquedotti, quattro batterie, un piccolo generatore di corrente a benzina e una serie completa di attrezzi da officina per interventi sulla meccanica di una certa entità. Il robusto 75 PC 4×4 IVECO, battezzato Antonio Pigafetta in onore dello storiografo di Magellano, non diede seri fastidi e non si fermò mai per strada, consentendo agli intrepidi viaggiatori di eseguire sempre in rimessa i lavori più impegnativi.

Il viaggio                                                                                    

L’itinerario del “Pigafetta”, che è stato nell’ordine Europa-Asia-Australia-Africa-Americhe, ha riservato mille avventure e innumerevoli aneddoti. Ne riportiamo di seguito solo uno stralcio di uno a lieto fine:

“Di notte di norma non si viaggia ma, viste le condizioni ottimali, ci permettiamo uno strappo alla regola. Sarà un grave errore. E’ il deserto Afgano, notte nera come se ne vedono solo nei deserti quando manca la luna. La strada è una bella striscia levigata di cemento e il “Pigafetta”, al massimo dei giri, marcia sugli 80 Km/h. Mediamente si incrocia un veicolo ogni due/tre ore e proprio nel dare il cambio luce ad uno di questi, d’improvviso, ci viene a mancare tutta la nostra potente fanaleria. E’ come si fosse innalzato davanti a noi un muro impenetrabile, che ci toglie il senso dell’orientamento e, nonostante io cerchi di rallentare la corsa verso l’ignoto, continuiamo per qualche centinaio di metri con paurose sbandate, corrette in extremis ora da Daniele ora da me. Dio vuole che riusciamo a fermarci incolumi. Io rimango al volante con freni bloccati e Daniele, con molta circospezione, scende a controllare. Siamo letteralmente a due-tre centimetri da un precipizio e dalla fine tragica di tutti i nostri sogni. Con la massima prudenza rimettiamo il camion in strada e, riaccendendo i fari, mi rendo conto che non si era trattato di un guasto, ma di un mio sbaglio. Avevo, inavvertitamente disinserito l’interruttore generale!”.

Altri, avremo modo si sentirli narrare direttamente da Cesare Gerolimetto nei due appuntamenti programmati per:

•sabato 26 novembre 2016, ore 11.00, presso il Museo dell’Automobile Bonfanti-Vimar di Romano d’Ezzelino (VI),            dove sono esposti sia il camion Pigafetta che la Jeep Comando con cui ha fatto il periplo dell’Africa

• domenica 27 novembre 2016, ore 11.00, presso la Sala Chilesotti del Museo Civico di Bassano del Grappa (VI)   dove l’autore completerà i suoi racconti con la proiezione di una serie straordinaria d’immagini da lui scattate che gli hanno permesso di scoprire una nuova dimensione narrativa: quella della fotografia.

Cesare Gerolimetto (Cusinati, 25 aprile 1939) è un fotografo conosciuto internazionalmente per la fotografia di viaggio e geografica.        Prima viaggiatore poi fotografo.  Durante i primi lunghi e avventurosi raid automobilistici trans-continentali in Africa ed Asia, senza macchina fotografica, comprende quanto importante e significativo sarebbe documentare dal punto di vista fotografico i suoi viaggi.       Nel 1984 inizia così la sua carriera di fotografo professionista.    Da allora collabora con le più importanti riviste nazionali e internazionali, ha al suo attivo numerose e prestigiose pubblicazioni.    Ha tenuto corsi di fotografia in Italia e all’estero. Nel 2011 partecipa con 4 opere alla 54ª Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia. Nel 2015 espone su invito 6 foto a Milano Expo.

 

 

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