RADUNO LANCIA DELTA AL BONFANTI -VIMAR
8 febbraio 2012Domenica 15 Aprile il Museo dell’Automobile “Bonfanti-VIMAR” ed il Bassano Delta Club, con altre collaborazioni, hanno in programma una giornata dedicata al 25° anniversario dell’esordio della Lancia Delta nei rally. Si potranno ammirare all’esterno ed all’interno del Museo rari esemplari di Delta nelle varie versioni.E’ in definizione il programma dettagliato, che sarà messo in rete appena pronto.Info: Museo dell’Automobile “Bonfanti-VIMAR” Via Torino, 2 -36060 Romano d’Ezzelino – Tel. 0424-513.746 Fax. 0424-513.690 www.museobonfanti.veneto.it –mail: info@museobonfanti.veneto.it
BARTOLOMEO FERRACINA IL GENIO DEL TEMPO E DELL’ACQUA
27 gennaio 2012
Bartolomeo Ferracina, nato a Solagna (VI) nel 1692 e vissuto sino al 1777, é stato un vero genio nel domare l’acqua ai suoi voleri, tanto che la Serenissima gli assegnò importanti incarichi. E’ suo il progetto di ricostruzione del Ponte Vecchio di Bassano, distrutto da una piena a metà ‘700. In quell’occasione il Ferracina, ormai noto come “il celebre ingegnere bassanese”, inventò il battipali, una macchina mossa dalla corrente del fiume che sprigionava una forza d’urto capace in conficcare nel greto i pali delle fondamenta. Macchina che sarà usata in mille altre occasioni.
Ma il suo “hobby” (come diremo oggi) erano gli orologi, che costruì con l’aiuto dei figli Giambattista (Tita) e Maria nella sua officina nella natia Solagna. Ne realizza di splendidi, che oltre segnare le ore davano le fasi lunari, i segni dello zodiaco e mille altri congegni.
Il più noto é quello che si trova sulla torre dei Mori in Piazza San Marco a Venezia. Il Comune di Solagna ha una bella macchina, destinata originariamente al campanile della chiesa di Santa Giustina, inattivo da un secolo ormai, che con grande sensibilità ha affidato al Museo dell’Automobile “Bonfanti-Vimar” per arricchire ulteriormente la “Galleria del Motorismo, Mobilità e Ingegno Veneto -Giannino Marzotto”, una rassegna permanente ora espressa in sintesi nella sede attuale, ma destinata ad ampliarsi di molto nella nuova sede del Polo Museale Santa Chiara, che a marzo partirà con i lavori nel centro di Bassano.
Sabato 4 febbraio, alle ore 11.00, il Sindaco di Solagna Carlo Nervo effettuerà la consegna ufficiale di questa stupenda macchina,già collocato all’interno del Museo “Bonfanti-Vimar”.
L’invito é aperto a quanti vorranno assistere a questo importante momento.
ISCRIZIONI APERTE PER CORSO RESTAURATORI AUTO MOTO D’EPOCA
26 gennaio 2012Iscrizioni aperte al Museo dell’Automobile “Bonfanti-VIMAR” per la sessione primaverile 2012 del “corso per restauratori di auto e moto d’epoca”, l’avvio è per sabato 10 marzo. Il percorso formativo di 36 ore totali si svolgerà per 5 sabato, nella sede del “Bonfanti-VIMAR” nel contesto dell’attuale rassegna “Galleria del Motorismo, Mobilità, Ingegno Veneto”. Questa mostra presenta una finestra di storia, invenzioni, tecnologia che il Veneto vanta e offre a tutti appassionati. Com’è consuetudine per il corso di restauro, i docenti, scelti tra persone altamente qualificate, che operano nel settore del motorismo d’epoca con esperienze e conoscenze pluriennali, saranno presentati agli allievi, dal presidente della Fondazione Museo dell’Automobile “Bonfanti-VIMAR”, Nino Balestra. Il presidente del Museo illustrerà a quanti si affacciano al mondo di restauro, le regole fondamentali di un corretto approccio a questa tecnica laboriosa.
I docenti spiegheranno poi nel dettaglio le nozioni di base della meccanica nelle sue varie parti, valuteranno l’intervento di restauro più opportuno secondo i casi, quindi passeranno all’esame di parti staccate con spiegazioni più dettagliate.
Seguiranno lezione dedicate al restauro della carrozzeria, della pianificazione della sua procedura, delle ricerche comparative, dei concetti di lamierista o lastratore, verniciatore, ebanista e tappezziere; dal punto di vista pratico si esamineranno vari esempi anche su auto esposte al Museo.
Il corso si concluderà con una lezione dove si parlerà degli accessori,del lororipristino e/o ricostruzione, della nichelatura e cromatura.
PRECISAZIONI STORICHE
24 gennaio 2012
“Leggiamo con un certo stupore questa notizia apparsa su Internet sul sito www.prewarcar./magazine/previous-features/pre-veteran-italian-engineering-016687.html e ne riportiamo il testo:
Molti sono stati coloro che hanno proclamato di aver inventato l’automobile. In Austria (Marcus), negli Stati Uniti (Selden) in Francia (Delamare-Debouteville), in Germania (Benz). Normalmente – tranne che nel caso di persone veramente addentro – il Cugnot del 1768 a trazione anteriore è lasciato da parte. Ma quella era un’auto a vapore, e siccome è generalmente accettato che un motore a combustione interna è essenziale per l’automobile come la si conosce oggi, siamo stati sorpresi di apprendere su questa apparecchiatura italiana del 1882, costruita da Enrico Bernardi, che il Museo Bonfanti sostiene essere il primo motore a combustione interna al mondo. Una piccola ricerca dimostra che a quell’epoca c’era altro sotto il sole. Interessante che questa apparecchiatura manchi su questo relativamente completo elenco. Quindi può essere che non siano stati i primi con questo motore. Ciononostante deve essere di grande conforto per gli italiani che essi possono almeno reclamare l’invenzione della prima ‘Automovile’ (?) da parte di Leonardo Davinci (1495) (sic) o ancora meglio quella di Guido da Vigevano (1335).
A questo articolo confuso ed impreciso rispondiamo così:
Si fa una grande confusione e si citano nomi a caso. Si dovrebbe intanto sapere che il primo motore a scoppio di gas al mondo venne inventato e brevettato nel 1854 dagli italiani Bersanti e Matteucci (esistono brevetti, scritti, libri), mentre quello del veronese Enrico Bernardi è il primo al mondo funzionante a benzina. Il Brevetto (in nostro possesso) venne presentato il 5 agosto 1882, alle ore 2,30 p.m. e convalidato in data 22 agosto.
Benz brevettò il suo motore il 25 ottobre 1882 e Daimler il 16 dicembre 1883. Tralasciando Leonardo Da Vinci, il più grande genio mondiale, noi riteniamo che finchè qualcuno non esibirà un brevetto con data antecedente, noi riteniamo che quello di Bernardi sia il primo motore al mondo.
Noi intendiamo il brevetto di un motore funzionante, non quello di un principio di funzionamento…che poi magari non ha mai funzionato.
Nino Balestra, Presidente del Museo dell’Automobile “Bonfanti-VIMAR”
We read with great surprise what was published on the website www.prewarcar./magazine/previous-features/pre-veteran-italian-engineering-016687.html
Many people have claimed the creation of the car. In Austria (Marcus), in the United States (Selden) in France (Delamare-Debouteville), in Germany (Benz). Normally – except with real insiders – the 1768 front wheel drive Cugnot is overlooked. But that was a steam car, and as it is generally accepted that the internal combustion engine is essential for the car as we know today, we were surprised to learn about this 1882 Italian machine, built by Enrico Bernardi, about which the Museo Bonfanti claims to be the first combustion engine of the world. A little research learns there was more under the sun in that time. Interesting that this nice machine is missing on this relatively complete list. So maybe they were not the first with this engine. Yet it must be a great comfort to the Italians that they at least can claim the invention of the first ‘Automovile’ by Leonardo Davinci in 1495 (!) or even better the one by Guido da Vigevano (1335)
(photo courtesy Via Flaminia Pre-War)
It is all confused and names are mentioned in a random way. One should first of all know that the first gas fed piston engine was invented and patented in 1854 by the Italian Bersanti and Matteucci (there are patents, papers, books), while the one of Enrico Bernardi from Verona is the first one in the world fed by gasoline. The patent (which we have) was filed as application on the 5th of August 1882, at 2.30 p.m., nd it was validated on the 22nd of August.
Benz patented his engine on October 25, 1882, and Daimler on December 16, 1883. Let’s therefore leave Leonardo Da Vinci (as it should be spelled) out of this, until someone will exhibit a patent with an earlier date we will keep saying that Bernardi’s is the first engine worldwide.
We mean the patent for a really working engine, not one for a principle … that might have never worked.
Nino Balestra, President of the “Bonfanti-VIMAR” Automobile Museum
SUV-GT scocca in legno di Fornasari Giuseppe al “Bonfanti-VIMAR”
10 gennaio 2012
C’è una macchina tutta italiana, con il cuore americano, costruita a Montebello Vicentino, realizzata in piccola serie da Giuseppe Fornasari.
Era il 1996 – racconta Fornasari – ed avevo accumulato una discreta esperienza nel settore automobilistico, sia come pilota che come esperienze negli U.S.A. presso la General Motors.
“Volevo costruire un’automobile tutta mia, ma non una banale Gran Turismo. Abitavo in campagna ed andavo sempre in montagna a sciare con i figli.
Così mi è venuta l’idea di una 4×4 che somigliasse ad una GT. Il concetto base er leggerezza, trazione integrale, prestazioni e maneggevolezza da vera Gran Turismo. Ci ho messo tre anni. Me la sono pensata, disegnata e costruita. Era il 1936 ed i SUV non esistevano”.
Da allora Fornasari fa sfornato una vettura eccezionale dietro l’altra, quasi costruita su misura.
La scocca in legno della prima SUV-GT è stata donata al Museo dell’Automobile “Bonfanti-VIMAR” la vigilia del Natale, per fare bella mostra di sé nella prossima nuova sede, all’interno della spettacolare “Galleria del Motorismo, Mobilità e Ingegno Veneto –Giannino Marzotto.
IL PRIMO “DIRIGIBILE” ITALIANO al “MUSEO “BONFANTI-VIMAR”
13 dicembre 2011
Il Co. Almerico da Schio (Costozza – VI) 1835 — Vicenza 1930) fu una figura di gran rilievo nel campo scientifico.
Laureato in giurisprudenza a Padova nel 1860, preferì dedicarsi ai suoi studi preferiti di astronomia, metereologia ed aeronautica, anche se quest’ultima finì con l’assorbire tutte le sue energie e capitali. Nel 1884 conobbe il prof. Pasquale Cordenons, assieme al quale iniziò la progettazione della prima aeronave italiana.
Venuto a mancare il Cordenons, proseguì per qualche tempo i lavori con il fratello di questi, per continuare alla fine da solo. Nel 1902 costruì ed attrezzò un apposito cantiere alla periferia di Schio (VI) dove dette inizio alla costruzione della sua aeronave, cui dette il nome di “Italia”, il mezzo più evoluto sino ad allora concepito al quale applicò alettoni e piani regolabili per poter guidare nella direzione voluta dal pilota questa grande macchina volante, che appunto cambiò da allora il nome d aeronave in dirigibile.
Molto travagliata fu la scelta del motore, che fece perdere addirittura anni. Era necessario un propulsore leggero e potente, come sulla carta prometteva inizialmente di essere il motore da 12 HP del prof. Cordenons. Venne per questo costituita nel 1888 la “Società Vicentina per l’esperimento del motore leggero Cordenons”, ma subito emersero difficoltà per la sua costruzione, all ‘epoca tutt’altro che semplice. Solo nel 1882 infatti il veronese prof. Enrico Bernardi brevettò il primo motore al mondo funzionante a benzina, tre mesi prima di Benz e un anno e mezzo prima di Daimler. Eravamo all’alba dell’era motoristica. Furono così interpellate alcune aziende, che per vari motivi non accettarono l’incarico cosa che invece fece la ditta De Morsier di Bologna che costruì un primo prototipo ad un cilindro per le necessarie sperimentazioni, ma che chiuse per fallimento già nel 1891. Recuperato il prototipo, il Co. da Schio e l’ing. Cordenons trattarono con lo stabilimento Carrera di Torino, che effettivamente completò alcuni particolari mancanti. A quel punto entrò in scena Ernesto Czar di Padova, che si impegnò nel completamento definitivo del motore, ma ancora una volta si perse tempo inutilmente.
Nel 1897 si presero contatti anche con l’ing. Faccioli, serio professionista che poco dopo sarebbe stato progettista di vaglia alla Fiat, ma non si approdò a nulla pei motivi estranei al Faccioli.
Finalmente nel 1901, dopo quindici anni di esperimenti e delusioni, Almerico da Schio ordinò alla ditta francese Buchet un già collaudato motore a due cilindri, 12 HP di potenza e80 Kg. di peso. Esattamente quello che ci voleva.
Il 17 giugno 1905 si effettuò il primo volo di prova partendo dai prati della fattoria Caussa, alla periferia di Schio, dove il dirigibile Italia era ricoverato in enorme hangar appositamente costruito.
Questo dinosauro del cielo, lungo ben39 metri con una circonferenza di 25, aveva un volume di oltre1.200 metri cubi.
Sotto vi era appesa una navicella che conteneva motore, pilota e tre passeggeri, i vari comandi di motore ed alettoni. A fine giugno ed il 1° 10 luglio il dirigibile Italia con il Co. Almerico da Schio ai comandi volò ancora alla presenza della Regina d’Italia, venuta appositamente per ammirare questa meraviglia tecnologica. Il Co. da Schio era però convinto che il futuro sarebbe stato dell’aeroplano (i Wright avevano spiccato il primo volo solo nel dicembre del 1903 percorrendo appena265 metri), quando fosse stato disponibile un motore sufficientemente leggero e potente.
Comunque sia il Co. da Schio ebbe merito di aver fatto volare sui cieli veneti il primo mezzo volante italiano, applicando primo al mondo-alettoni direzionali. Per dirla alla Leonardo Da Vinci, uno che il volo lo aveva sempre sognato “Piglierà il primo volo il grande uccello, riempiendo l’universo di stupore………. e gloria eterna al nido ove nacque”.
Un modello perfetto, in scala uno a dieci, lungo cioè tre metri e novanta centimetri, è esposto al Museo dell’Automobile “Bonfanti-VIMAR” nel contesto della mostra “Galleria del Motorismo Mobilità e Ingegno Veneto -Giannino Marzotto”, con accanto disegni e documenti oltre al motore originale che la Famiglia ha affidato al museo bassanese. Tutto questo è anche descritto con dovizia di particolari nella “Enciclopedia del Motorismo, Mobilità e Ingegno Veneto”, frutto di trent’anni di ricerche del “Bonfanti-Vimar” ed edito grazie alCircolo VenetoAutomoto d’Epoca “Gigi Bonfanti”, opera che sarà presentata al Museo Civico di Bassano, mercoledì 14 dicembre ore17.00 inSala Chilesotti, alla presenza di autorità di alcuni protagonisti o discendenti di questa lunghissime storia veneta fatta di primati, eccellenze, inventori, genialità e coraggio, che svelerà la vera origine del fenomeno del Nord Est, locomotiva d’Europa.
UN TRENO, UNA VALIGIA, RICORDI E POESIE
4 novembre 2011
SABATO 3 DICEMBRE ORE 17,30 il “BONFANTI-VIMAR” propone, con ingresso gratuito a tutti, la rappresentazione di “UN TRENO, UNA VALIGIA, RICORDI E POESIE” reading dal libro “VIAGGI DIVERSI” di Giovanni Rattini. Un piccolo spettacolo allestito nel contesto della attuale mostra “Galleria del Motorismo, Mobilità ed Ingegno Veneto-Giannino Marzotto”, in collaborazione con gli attori Eros Zecchini e Mario Dalla Fina e il cantastorie Ezio Pesavento Squinz, dove si racconteranno le storie di alcune persone che hanno lasciato traccia delle loro emozioni provate nei pressi o a bordo del treno che collegava Piovene Rocchette con Asiago.
La mattina del 10 febbraio 1910 nonostante gli inconvenienti dovuti all’abbondante nevicata della notte, la linea ferroviaria a scartamento ridotto che avrebbe collegato Piovene Rocchette con Asiago venne finalmente aperta al traffico passeggeri e merci. L’inaugurazione ufficiale sarebbe arrivata sei mesi più tardi, il 4 agosto, ma ormai l’attesa soprattutto da parte degli abitanti dell’Altopiano poteva dirsi conclusa. Erano infatti passati più di vent’anni da quando nel 1882 aveva cominciato a circolare l’idea dell’industriale Alessandro Rossi, titolare dell’omonimo lanificio, di una linea ferroviaria che potesse collegare la pianura con la terra dei suoi avi.
Tra i tanti contributi, accanto agli scritti di Mario Rigoni Stern e Goffredo Parise, ci sono quelli di poeti per lo più sconosciuti che, grazie a quanto messo nero su bianco, hanno potuto fermare nel tempo le loro emozioni. Ciò che è uscito dalle loro penne, senza questo libro probabilmente sarebbe andato irrimediabilmente perduto.
In sottofondo il rumore del treno sarà la colonna sonora di questo viaggio “di Versi”.
Si parte con una vecchia valigia di cartone piena di simboli attraverso i quali identificare i protagonisti del libro e il viaggio termina quando la valigia torna ad essere vuota, ma ormai ha lasciato dietro di sè i ricordi più importanti.
Ezio Pesavento ha trovato il modo di inserire nello spettacolo alcune canzoni (l’Albaro e La Vaca Mora) tratte dal cd che ha da poco pubblicato.
Il titolo del libro ”Viaggi diVersi” è un po’ un gioco di parole; erano quelli viaggi diversi, ma sono anche viaggi di versi, per lo più poesie che appassionati quanto improvvisati poeti hanno voluto dedicare a quell’indimenticabile treno.
Il Museo Bonfanti – Vimar a Eccellenza Nazionale
26 ottobre 2011Siamo stati ospiti nel corso della puntata del 23 ottobre di “Eccellenza Nazionale” di RTL 102.5; è stata una ulteriore occasione per farci conoscere al di fuori del nostro territorio e per ricordare a tutti che al Museo dell’Automobile “Bonfanti-Vimar” è stato assegnato il TROFEO DI MIGLIOR MUSEO EUROPEO DELLA MOTORIZZAZIONE nel 1999, 2000, 2001 e 2004 e 2007″.
I conduttori Max Viggiani e Barbara Sala hanno posto delle domande al nostro presidente Nino Balestra che ha risposto a tutte le curiosità che i simpatici Max e Barbara gli hanno posto. Tra le domande poste citiamo:
- Che cosa possiamo vedere in questo bellissimo museo?
- Nel particolare, troviamo delle automobili, delle curiosità o delle particolarità?
- Che auto si possono vedere: la più antica, piuttosto che la più bella, la più curiosa?
- Cercando un pò su internet ho letto una cosa che mi ha incuriosito: legato al vostro museo c’è anche un corso per riparare auto d’epoca?
- Per riparare le auto d’epoca immagino che sarà molto difficile trovare i pezzi di ricambio, stiamo parlando di macchine vecchissime…
- Le auto che avete esposto, funzionano ancora?
A voi il piacere di vedere il video del radio-incontro con le risposte del Presidente.
Il video della presentazione dell’Enciclopedia del Motorismo
25 ottobre 2011Ecco il video della presentazione in Regione della “Enciclopedia del motorismo, mobilità e ingegno veneto” promossa dal Cvae, Circolo automoto d’epoca.
Hanno presentato il volume Nino Balestra, ideatore dell’enciclopedia, e Carlo Alberto Gabellieri che hanno donato una copia del volume di 350 pagine all’assessore Marino Finozzi, al presidente della Provincia di Belluno, Gianpaolo Bottacin, e al sindaco di Bassano Stefano Cimatti.
Alla presentazione ha partecipato anche Miky Biasion, due volte campione del mondo rally, che è stato un grande interprete dello sport dell’automobile che la nostra terra ha concepito e donato a tutto il mondo.
Vintagemania a Bassano del Grappa
18 ottobre 2011
Il Museo dell’automobile Bonfanti-Vimar è partner di “Vintage Mania“, la mostra mercato del vintage, che si svolgerà, nella sua seconda edizione, a Bassano del Grappa nella prestigiosa cornice di Villa Giusti del Giardino dal 29 ottobre al 1 novembre 2011.
Alla manifestazione un gruppo di selezionati espositori proporranno le creazioni del passato, con un occhio di riguardo per la moda e gli accessori moda.
La cornice sarà la villa stessa con le sue antiche stanze di architettura veneta del ’600 ed il suo meraviglioso parco, famoso ed apprezzato per le splendide piante secolari in un percorso fatto apposta per ammirare ed acquistare gli oggetti vintage dal fascino senza tempo.
La collaborazione di Angelo Caroli, autentico guru del vintage, assicurerà il successo di “Vintage Mania” al pari delle più importanti fiere vintage in Italia con cui ha collaborato.
L’evento, che si terrà anche in caso di maltempo, osserverà il seguente orario:
29 ottobre dalle 15.00 alle 22.00
30-31 ottobre e 1 novembre dalle ore 10.00 alle 19.00
Ingresso adulti 3€ – minori di 14 anni gratis


